 |
Ausili per la Guida |
Il Centro Protesi INAIL, da ormai diversi anni, svolge attività di consulenza nel settore della mobilità in auto, e da poco tempo segue anche la mobilità in moto, rivolgendosi a coloro che devono conseguire la patente speciale AS.

Nell’ambito di tali attività di consulenza, particolare attenzione è stata posta nella analisi delle capacità di guida dei diversi soggetti, e in base a questa, nell’utilizzo di una eventuale protesi/ortesi. Infatti l’obiettivo principale di tali studi è valutare quali siano i dispositivi tecnici che possano garantire una guida ottimale, impiegando tutte le abilità residue del candidato unitamente al beneficio che si può trarre dagli ausili, appositamente concepiti e realizzati per la guida del motociclo.
La valutazione dei candidati segue un preciso protocollo di valutazione, precedente l’esame in commissione medica, che consta di una visita fisiatrica atta a stimare le funzionalità residue dell’/gli arto/i interessato/i, della progettazione di un dispositivo protesico od ortesico che agisca in modo complementare all’arto valido, ovvero che vada a completare le funzionalità carenti, di un test di guida reale su motovetture adattate, in modo da accertare l’efficienza dell’ausilio tecnico eventualmente realizzato. Il test di guida valuta alcuni parametri di riferimento, in modo del tutto analogo ai test effettuati presso le motorizzazioni in sede d’esame: efficienza nel manovrare il manubrio (sterzabilità), stabilità da fermi, prova di partenza e arresto, “prova dell’otto”, prova su strada, slalom, passaggio stretto.
Lo stato dell’arte e la legge attuale consentono anche ai diversamente abili di guidare un motoveicolo, sebbene si ritengano necessarie, ai fini della guida stessa, alcune prerogative di base quali la naturale integrità funzionale dell’articolazione scapolo-omerale, la flesso-estensione, attiva o passiva, del gomito almeno da 90° a 180° e la capacità di presa del complesso polso-mano. In caso di perdita anatomica parziale del braccio è necessario che il restante costituisca almeno la metà dell’originario, mentre per l’avambraccio è necessario che sia conservato almeno il terzo superiore. L’arto inferiore invece deve garantire l’integrità funzionale dell’anca e la flesso-estensione, attiva o passiva, del ginocchio almeno da 90° a 180°.
In caso di perdita anatomica parziale di coscia o di gamba è necessario che sia conservato almeno il terzo superiore del segmento interessato. |

|
|

|
 |
 |
Le valutazioni, realizzate al Centro Protesi, rappresentano, quindi, una base per l’instaurazione di una produttiva collaborazione con gli organi preposti al rilascio della patente, affinchè il diversamente abile, attraverso la prescrizione dei dispositivi più idonei, possa utilizzare adeguatamente le proprie abilità motorie. |
|